lunedì 1 novembre 2010

Note di rosso

In queste giornate in cui l'autunno si esprime attraverso il grigio della pioggia e delle nuvole, si sente il bisogno di compensare con il calore, accendendo il fuoco nei caminetti per riposarvi davanti - magari con un forte bicchiere di vino in mano.

Ma anche nella natura possiamo trovare questa ricerca dei colori caldi: l'altra settimana, camminando sulla stradina che attraversa il carso sopra Selz, ci ha scaldato il cuore con le sfumature più belle che la natura sa offrirci in questi mesi.

In questi giorni la vite americana (Parthenocissus quinquefolia) si spoglia del suo verde per avvampare con una gamma di colori che va dal rosso più vivo ad un caldissimo e cupo amaranto.

Come ci ricorda il nome stesso, questa pianta è originaria del Nord America, dalla quale è stata importata a scopo principalmente ornamentale. Probabilmente è giunta qui sul carso assieme a masserizie o materiale di riporto gettato via in questi luoghi molti anni fa; il clima ed il terreno sono particolarmente adatti alla crescita di questa pianta, che di suo è molto adattabile ed ha una vitalità e resistenza che la rende quasi infestante. Come la nostra edera può infatti giungere a soffocare il malcapitato albero che gli fa da supporto.

 

Un' altra pianta che rosseggia sanguigna fra le grigie rocce del carso è lo scotano (Cotinus coggygria), che qui viene chiamata la 'foiarola'. Un tempo arbusti come questi circondavano le grosse foreste di querce che crescevano sulle nostre terre, ma l'influsso antropico - iniziato già con il taglio degli alberi all'epoca dei castellieri - ha diminuito progressivamente l'estensione delle foreste lasciando il terreno ideale all'espansione della boscaglia carsica.
Anche lo scotano cresce bene fra i sassi del carso, ed il suo legno ha un'aroma inconfondibile dato dalla resina che lo intride.


Non sono solo le foglie ad arrossarsi: il frutto della Rosa canina matura proprio ora ed è in questi giorni che è pronto per esser raccolto. Nel dialetto del luogo viene chiamato 'spissacul' - forse per la peluria degli acheni interni che giocava strani scherzi alle terga a chi peccava di imperizia nel toglierla prima di mangiarli - o 'stropacul' - probabilmente a causa della vitamina C e dei tannini che questo frutto contiene.
Per queste sue virtù i frutti della rosa canina sono spesso usati per fare tisane, dalle proprietà astringenti ed antibatteriche, ma anche grappe e persino marmellate.


Un altro frutto rosso che abbellisce l'autunno è il biancospino (Crataegus monogyna), altro tipico rappresentante della boscaglia carsica. Le sue drupe vengono usate principalmente come cardiotonico, ma anche come astringente per i tannini che contiene in quantità elevata.


Forse è per essere intonata a questa sinfonia di colori caldi che questa cavalletta, che la scorsa settimana riposava sulla nostra cassetta delle lettere, s'è vestita con uno squillante arancione?

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